GIACOMO GINOTTI

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GIACOMO GINOTTI
(Torino 1845 – 1897)

La Pétroleuse vaincue

bronzo a cera persa
65x54x34 cm

Giacomo Ginotti è a tutti gli effetti uno dei grandi scultori italiani di risonanza internazionale attivi in quel delicato frangente che oscilla dalla crisi postunitaria alla tormentata fin de siècle. In vita ebbe enormi riscontri di critica e di pubblico, specialmente in relazione a quello che oggi – come allora – possiamo considerare il suo capolavoro, ossia La Petroliera. Al volgere dei trentacinque anni Ginotti presentò La Pétroleuse vaincue a Milano all’Esposizione nazionale di belle arti del 1881. Successivamente questo soggetto in marmo ottenne la medaglia d’oro ad un’esposizione a Liverpool e nello stesso anno venne riproposta all’Esposizione generale italiana di Torino. Ispirata dal decennale dei fatti politici d’oltralpe relativi alla Comune di Parigi Petroleuse era chiamata colei che si vedeva accusata di aver usato del petrolio per appiccare incendi durante quei giorni convulsi.

Ginotti volle dare alla sua Pétroleuse un look senza tempo, che rimandava all’archetipo orientalista della “schiava vinta”. Ne uscì un lavoro d’eccezione, carico di pathos, acceso da una bellezza inconsueta. Si tratta di una rarissima fusione in bronzo di qualità davvero eccelsa, rinettata con una cura e una precisione fuori dell’ordinario, tutti elementi rivelatrici del fatto che sicuramente questa variante inedita era destinata ad un committente di notevole prestigio e importanza. Un bronzo di tale qualità, oltretutto, riesce a conservare intatte – anzi, addirittura a esaltare – la forza e la sensibilità della vibrante materia plasmata dall’artista, volta a rendere quella «morbida solidità delle carni» e quel «sottile intendimento della poesia del movimento nella forma». Questa impeccabile traduzione in bronzo, timbrata e datata 1887, si deve alla maestria tecnica della storica fonderia Mazzola di Valduggia, attiva a partire dall’età rinascimentale e anticamente specializzata nella fabbricazione di campane.